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Alba Longa
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mweqAlba Longa (o mwegAlbalonga) fu una città del mwewmwfaLatium vetus, a capo della confederazione dei popoli latini (mwfqmwfgpopuli albenses)cite-ref-2[2], di incerta localizzazione. Fu distrutta da mwgwRoma sotto il re mwhaTullo Ostilio, dopo l'anno mwhq673 a.C.cite-ref-eutropioi-4-1-1[1]

Contents

Storia
Note

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Leggenda

Secondo mwjgDionigi di Alicarnasso la zona di Alba Longa in origine sarebbe stata abitata dai mwjwSiculi, poi scacciati da queste terre dagli mwkaAborigeni, che vi avrebbero vissuto come tali, fino all'arrivo dei Troiani. Dall'unione dei due popoli sarebbero derivati i mwkqLatini.cite-ref-3[3]

La leggenda narra che la città di Alba Longa fu fondata da mwlwAscanio, o Iulo,cite-ref-straboneitaliav3-2-4-0[4] figlio di mwnaEnea, una trentina d'anni dopo la fondazione di mwnqmwngLavinium.cite-ref-referencea-5-0[5] Livio racconta che trascorsero circa trent'anni dalla fondazione di mwowmwpaLaurentum a quella di Alba Longa, così chiamata per la sua posizione allungata sulla dorsale del monte.cite-ref-referencea-5-1[5] Cronologicamente l'avvenimento si collocherebbe intorno alla metà del mwqqXII secolo a.C., qualche tempo dopo la distruzione di mwqgTroia (avvenuta secondo gli eruditi antichi nel 1184 a.C.).

Da Ascanio sarebbe quindi discesa la dinastia dei mwraRe albani, di cui conosciamo solo i nomi, fino ad arrivare a mwrqNumitore e mwrgAmulio, figli del re mwrwProca.cite-ref-6[6] A quel tempo i domini di Albalonga si estendevano fino al Tevere.cite-ref-straboneitaliav3-2-4-1[4] Il legittimo erede di Proca era Numitore, ma questi fu scacciato dal fratello minore Amulio che si impadronì del trono.cite-ref-straboneitaliav3-2-4-2[4] Una profezia predisse ad Amulio che sarebbe stato deposto da un discendente di Numitore; per questa ragione Amulio costrinse mwvaRea Silvia, unica figlia di Numitore, a diventare mwvqvestale e quindi a fare voto di castità; in questo modo Numitore non avrebbe più avuto successori legittimi.cite-ref-straboneitaliav3-2-4-3[4]cite-ref-referencea-5-2[5] Secondo la leggenda, Rea Silvia rimase tuttavia incinta del dio mwxgMarte e partorì i gemelli mwxwRomolo e Remo. Amulio ordinò che i gemelli venissero uccisi,cite-ref-7[7] ma essi furono invece abbandonati sulla sponda del mwzaTevere e vennero salvati da una lupa, che li allattò.cite-ref-straboneitaliav3-2-4-4[4]cite-ref-referenceb-8-0[8] Divenuti grandi e conosciuta la propria origine, Romolo e Remo cacciarono Amulio dal trono,cite-ref-referenceb-8-1[8] restituendolo al nonno Numitore, e da questi ottennero poi il permesso di mwcqfondare una nuova città, mwcgRoma.cite-ref-straboneitaliav3-2-4-5[4]cite-ref-9[9]

Con il crescere della potenza di Roma, sotto il re mwfaTullo Ostilio (intorno dunque alla metà del mwfqVII secolo a.C.), le due città vennero a contrasto.cite-ref-10[10] Su proposta del re di Alba Longa mwggMezio Fufezio, la contesa fu decisa da una disfida fra tre fratelli romani, gli mwgwOrazi, e tre fratelli di Alba Longa, i Curiazi,cite-ref-11[11] disfida vinta dai campioni romani. In seguito alla mwiabattaglia di Fidene, durante la quale Mezio Fufezio aveva tentato di tradire l'Esercito di Roma di cui era alleato,cite-ref-12[12] la città di Alba Longa venne distrutta dai Romani,cite-ref-13[13]cite-ref-straboneitaliav3-4-14-0[14] e non fu mai più ricostruita.cite-ref-livioperiochae1-14-16-15-0[15] I suoi abitanti furono trasferiti a Roma e si insediarono sul mwmqCelio, andando a ingrandire così la stessa Urbe.cite-ref-eutropioi-4-1-2[1]cite-ref-16[16]

Storia

I dati archeologici disponibili per l'mwpaetà del ferro ci mostrano l'esistenza di una serie di villaggi, ciascuno con la propria necropoli, disposti lungo il lato sudoccidentale del mwpqlago Albano che saranno le future città albane di mwpgmwpwTusculum, mwqamwqqAricia, mwqgmwqwLanuvium, mwramwrqVelitrae e mwrgmwrwLabicum. Al momento della distruzione da parte di Roma, i villaggi dovevano essere in una fase ancora preurbana, nella quale andavano aggregandosi intorno a un centro maggiore che potrebbe essere nel sito dell'attuale mwsaCastel Gandolfo. Le necropoli sembrano essere qui infatti di maggiore estensione e permettono di ipotizzare la presenza di un considerevole abitato.

Solo in epoca tardo-repubblicana il territorio albano (mwsgAger Albanus) sarà interessato dall'insediamento di numerose ville residenziali, note dalle fonti e testimoniate dai resti tuttora conservati (tra queste la villa imperiale di mwswDomiziano nell'odierna Castel Gandolfo). In seguito mwtaSettimio Severo vi stabilì gli accampamenti della mwtqmwtgLegio II Parthica, che presero il nome di mwtwmwuaCastra Albana e dai quali ebbe origine la città di mwuqAlbano Laziale.

Scavi archeologici e localizzazione

mwvaTito Livio localizza la città sul mwvqMonte Albano, in posizione allungata nel senso della dorsale montana, da cui il nome mwvgAlba Longa.cite-ref-referencea-5-3[5]

La localizzazione dell'antica città latina è stata questione molto dibattuta già dal mwxaXVI secolo, sulla base del racconto della sua fondazione presente nello storico greco di età augustea mwxqDionigi di Alicarnasso, che parla di una sua collocazione tra il mwxgMonte Cavo e il mwxwlago Albanocite-ref-17[17]. Il sito era stato identificato con il convento di San Paolo nella località di Palazzolo, presso mwzaRocca di Papa, oppure nella località di Coste Caselle, presso mwzqMarino, o infine nel luogo occupato dall'odierna mwzgCastel Gandolfo. Quest'ultima infatti occupa il sito che le fonti dicono aver occupato l'antica mwzwarx della città.

Una nuova interpretazione sostiene che la città sorgesse invece sul mw0qmonte Artemisio, nei pressi dell'antico lago ora prosciugato agli attuali mw0gPratoni del Vivaro, non lontano dalla mw0wvia Latinacite-ref-18[18].

Il santuario di Iuppiter Latiaris

Sulla cima del mw2wMons Albanus (maggiormente conosciuto col nome attuale di mw3aMonte Cavo) esisteva il santuario dedicato a mw3qIuppiter Latiaris (mw3gGiove Laziale), di origini antichissimecite-ref-straboneitaliav3-2-4-6[4]. L'oratore latino mw4wFloro racconta che il luogo fosse scelto dallo stesso mw5aAscanio, il fondatore di Alba Longa, che dopo la fondazione della città vi aveva invitato i Latini per celebrare un sacrificio a mw5qGiove.

Nel santuario si celebravano ogni anno le mw5wmw6aFeriae latinae, in cui tutte le città appartenenti alla confederazione dei popoli latini si riunivano per sacrificare al dio un toro bianco, le cui carni venivano poi distribuite tra tutti i partecipanti. Si trattava dunque di un culto federale e la sua posizione presso Alba Longa ci testimonia quindi dell'egemonia che questa doveva esercitare sugli altri centri della regione, tra cui doveva esserci anche la stessa Romacite-ref-straboneitaliav3-4-14-1[14].

Dopo la distruzione di Alba Longa e la sostituzione di Roma come centro egemone, la tradizione ricorda l'erezione di un vero e proprio tempio dedicato a mw7gIuppiter Latiaris sul mw7wMons Albanus sotto il regno di mw8aTarquinio il Superbo, e lo stesso mw8qtempio di Giove Ottimo Massimo sul mw8gCampidoglio, costruito nel mw8w507 a.C., era destinato a rimpiazzare le funzioni del santuario federale latino, spostandone il centro religioso a Roma.

Dell'antico santuario rimangono oggi solo alcuni filari dei blocchi che ne delimitavano il perimetro, ora fuori posto, e notevoli resti della via lastricata, la via Sacra, che ne costituiva l'accesso e si staccava dalla mw9qvia Appia presso l'odierna mw9gAriccia, giungendo nel territorio di mw9wRocca di Papa.

Etimologia

Secondo l'interpretazione classica, il nome di Alba Longa ha precisamente il significato delle due parole latine, mw-galba (bianca) e mw-wlonga (lunga). Il racconto leggendario della fondazione da parte di Ascanio lo associa al colore bianco della scrofa che indicò il luogo dove stabilirsi. Si pensava anche che il colore bianco fosse riferito all'altura su cui sorse la città o a un monte vicino: lo stesso monte Cavo secondo alcuni sarebbe stato chiamato mw-aalbus, come altri monticite-ref-19[19].

La scrofa bianca (così mwaqiVirgilio) diede alla luce trenta porcellini, indicando così ai Troiani il numero di anni (30) da attendere prima della fondazione della nuova città (Roma).cite-ref-20[20]

Più probabilmente il nome deriva da una radice indoeuropea che significa "altura", "monte" oppure "pascolo montano", "alpeggio", attestata nel vicino mwaqgsabinocite-ref-21[21] e nelle mwaq0lingue celtichecite-ref-22[22], come molti altri toponimi montani, tra cui le mwariAlpicite-ref-23[23].

Note

cite-note-eutropioi-4-11. mwaseEutropio, mwasimwasmBreviarium ab Urbe condita, I, 4.
cite-note-22. mwascmwasgFloro,mwask I, 1.4.
cite-note-33. mwas0mwas4Dionigi di Alicarnasso,mwas8 I, 9.
cite-note-straboneitaliav3-2-44. mwat8mwauaStrabone,mwaue V, 3,2.
cite-note-referencea-55. mwausmwauwTito Livio,mwau0 I, 3.
cite-note-66. mwavemwaviTito Livio,mwavm I, 3. Elenca 14 re di Alba Longa.
cite-note-77. mwavcmwavgTito Livio,mwavk I, 4.
cite-note-referenceb-88. mwav8mwawaTito Livio,mwawe I, 5.
cite-note-99. mwawumwawyTito Livio,mwawc I, 6.
cite-note-1010. mwawsmwawwFloro,mwaw0 I, 3.2.
cite-note-1111. mwaxemwaxiFloro,mwaxm I, 3.3.
cite-note-1212. mwaxcmwaxgTito Livio,mwaxk I, 27.
cite-note-1313. mwax0mwax4Tito Livio,mwax8 I, 29.
cite-note-straboneitaliav3-4-1414. mwayumwayyStrabone,mwayc V, 3,4.
cite-note-livioperiochae1-14-16-1515. mwaysLivio, mwaywPeriochae mway0ab Urbe condita libri, 1.14-16.
cite-note-1616. mwazemwaziFloro,mwazm I, 3.9.
cite-note-1717. mwazcmwazgDionigi di Alicarnasso,mwazk I, 66.
cite-note-1818. mwaz0mwaz4mwaz8Vivavoce - Rivista d'area dei Castelli Romani, su mwaaavivavoceonline.it. mwaaeURL consultato il 1º agosto 2021.
cite-note-1919. mwaauG.A. Ricci, mwaaymwaacMemorie storiche dell'antichissima città di Alba-Longa e dell'Albano moderno, Roma, 1787, p.mwaag 21.
cite-note-2020. mwaawmwaa0Geraci e Marcone,mwaa4 p. 19.
cite-note-2121. mwabiD. Cataldi, mwabmmwabqMisteri archeologici nell'area dei Castelli Romani, 2016, p.mwabu 119.
cite-note-2222. mwabkA. Nibby, mwabomwabsViaggio antiquario ne' contorni di Roma, vol.mwabw 2, Roma, 1819, p.mwab0 90. Nibby in realtà afferma che la radice celtica significava anche "bianco" (come il latino mwab4albus), oltre a indicare luoghi elevati. È probabile però che si tratti di due radici diverse, ricollegabili all'indoeuropeo *mwab8alb (altura) e *mwacaalbh (bianco).
cite-note-2323. mwacq mwacy«Anche il nome di Alba s'incontra spesso in mwaccLiguria. Un luogo di questo nome trovasi a occidente del mwacgRodano nel territorio degli mwackElvii. A settentrione di mwacoMassalia (mwacsMarsiglia) conosciamo una popolazione montana ligure degli "mwacwAλβιείς", mwac0Albienses o mwac4Albiei, e nel suo territorio mwac8Alba Augusta. Seguono in direzione orientale sulle coste italiane mwadaAlbium Intemelium, mwadeAlbium Ingaunum, mwadiAlba Decitia. Non lontana dal versante settentrionale degli mwadmAppennini trovasi sul mwadqTanaro mwadumwadyAlba Pompeia. Da ciò viene il quesito, se non sia la stessa voce ligure contenuta nel nome di Alba Longa. Al tentativo di spiegare questo nome con l'aggettivo latino "mwadcalbus" contraddice non solo che da qualche attributo non siasi giammai formato un nome di luogo, ma anche la considerazione che l'aspetto di Alba Longa debba destare una impressione opposta all'aggettivo latino. Questo luogo è collocato sopra materiali vulcanici dei mwadgmonti Albani, e il colore fondamentale della regione è grigioscuro.» mwadk(W. Helbig, mwadoDie Italiker in der Poebene, 1879) Ripresa da: Giuseppe Sergi, mwadsPiccola Biblioteca di Scienze Moderne, "mwadwDa Albalonga a Roma. Inizio dell'incivilimento in Italia, ovvero Liguri e Siculi", Torino, Fratelli Bocca Editori, Tipografia Silvestrelli & Cappelletto, 1934, che contiene anche altre osservazioni in difesa dell'origine ligure-sicula del nome Alba.

Bibliografia

Fonti antiche

• citerefdionigi-di-alicarnassoDionigi di Alicarnasso, Antichità romane.
• citereffloroFloro, Epitoma de Tito Livio bellorum omnium annorum DCC.
• citerefstraboneStrabone, Geografia.
• citereftito-livioTito Livio, Ab Urbe condita libri.

Fonti storiografiche moderne

• AAVV, mwaekAlba Longa: Mito, Storia, Archeologia, Atti dell'Incontro di studio, A. Pasqualini (a cura di) Roma-Albano Laziale 27-29 gennaio 1994, in Studi pubblicati dall'Istituto Italiano per la Storia Antica, fasc. LX, Roma 1996.
• citerefgiuseppe-tomassettiFranco Arietti, Alba e gli albani, in Luciana Drago Troccoli (a cura di), Il Lazio dai Colli Albani ai Monti Lepini tra preistoria ed età moderna, Roma, Edizioni Quasar, 2009, pp. 163-172, ISBN 978-88-7140-430-1.
• mwaewRiccardo Bellucci, Alba Longa. Studi e ricerche sull'ubicazione della madre di Roma, 2015, ISBN 1326243136.
• citerefgeraci-e-marconeGiovanni Geraci e Arnaldo Marcone, Storia romana, Firenze, Le Monnier, 2004, ISBN 88-00-86082-6.

Voci correlate

• mwafeAlba Docilia
• mwafuEneide
• mwafkGens Giulia
• mwafsGiove Laziale
• mwaf0Monte Cavo

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• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Alba Longa

Collegamenti esterni

• citereftreccani-itAlba Longa, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaGiuseppe Lugli, ALBA LONGA, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1929.
• citerefsapere-itAlba Lònga, su sapere.it, De Agostini.
• citerefbritannica-com(EN) Alba Longa, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefenciclopedia-dantescaAlba, in Enciclopedia dantesca, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1970.
• citerefarachne(DE) Alba Longa, su Arachne.
• Museo Civico Albano, su museicivicialbano.it. URL consultato il 9 ottobre 2014 (archiviato dall'url originale il 16 febbraio 2015).